PERCORSI DI … consapevolezza
… decidere di intraprendere un percorso di crescita …
Non è facile alzare il telefono, comporre un numero di telefono o decidere di scrivere una e-mail per iniziare un percorso psicologico.
Siamo invece abituati ad andare dal nostro medico di famiglia, raccontargli qualcosa di più o meno preciso rispetto a qualche nostro disturbo, e su indicazione, prenotare qualche visita specialistica per farci dire, da altri, come stiamo.
La nostra cultura ci insegna poco a conoscere il nostro corpo, a leggere le sue sfumature, ad ascoltare cosa ci comunica, eppure potremmo essere le sole persone a conoscerlo nei dettagli.
Tutto è ancora più difficile se ciò che sentiamo è qualcosa che non riusciamo a localizzare e che soprattutto non ha, apparentemente, a che vedere con un organo del nostro corpo, ma è qualcosa di più sottile, di più sfuggente, di più intimo: sappiamo solo che non stiamo bene.
Andare dallo psicologo è ancora fortemente collegato allo stigma della malattia mentale; anche se a parole fingiamo di non pensarla così, quella che classifichiamo come follia ci fa paura, non sappiamo cosa sia e la allontaniamo.
Il mondo, inoltre, ci chiede di essere forti, sicuri e quindi riteniamo di dovercela fare da soli ad uscire da quello che consideriamo un momento di difficoltà o semplicemente di stanchezza.
Credo fermamente che sia una scelta impegnativa e importante decidere di intraprendere un viaggio alla ri-scoperta di Sè, ma nessuno può sostituirsi a noi in questo viaggio evolutivo, la responsabilità e la fatica della crescita è solo nostra, come lo è stato in tutte le epoche della nostra vita.
Scegliere di condividere, di confrontarsi, di scontrarsi, di perdersi, di ritrovarsi, di ridere, di piangere, di chiudere, di aprire, di essere è una grande opportunità e un regalo che si fa a se stessi nel momento in cui si decide di ritornare al centro della propria vita.
… quale psicologo …
Professionalmente ritengo che non ci sia uno psicologo bravo e uno meno bravo, ritengo che scegliamo lo psicologo che fa per noi, in quel nostro specifico momento della vita.
Fortunatamente siamo in continuo cambiamento ed evoluzione, per tanto quello che ci va bene ora, probabilmente, non sarà più funzionale tra qualche tempo. L’attaccamento è un momento fondamentale per la crescita individuale sana, ma altrettanto fondamentale è sapersi separare, e continuare il proprio viaggio “attraverso altri porti e con altre navi”.
Lo psicologo è una figura a disposizione della persona per concedere alla stessa uno spazio e un tempo ben definiti in cui occuparsi esclusivamente di sé, focalizzando i rumori di fondo, quelle “questioni” che l’allontanano dal suo centro.
Le prime tappe del percorso di cura saranno: osservazione, accettazione e consapevolezza.